martedì 24 settembre 2013

Pizzi, ricami, ricordi

Quando ero bambina passavo molti pomeriggi a casa delle mie prozie zitelle, che per non smentire il luogo comune, ricamavano, o facevano  uncinetto tutto il giorno.
Erano molto simpatiche, in particolare Francesca "Chinota" per tutti, era sempre allegra e bastava poco per farle fare una bella risata. Preparava un salame al cioccolato fantastico, che sicuramente è stata la causa del mio colesterolo alto. Mi preparava il suo caffè allungato e continuava senza staccare gli occhi a fare uncinetto mentre mi raccontava storie del passato, di mia nonna, nonchè sorella e del resto della sua famiglia numerosa. Aveva aiutato mia nonna con il ricamo del corredo e con i pizzi per la biancheria, perchè lei era sempre troppo indaffarata con altri lavori e con la cura della bisnonna, per dedicarci troppo tempo.
Zia Agnese invece era più depressa e viziata della sorella Chinota. Si lamentava sempre di dolori alla schiena, alle gambe, continuava anche lei a sferruzzare tutto il giorno, ma i lavori di casa e la cucina non erano il suo forte, come diceva lei, Chinota era più portata.
Una parte dei lori bellissimi lavori è passata da mia madre a me, che con orgoglio e piacere uso con cura e rispetto per il loro lavoro.
Queste foto sono il ricordo che serberò sempre, insieme allo schiocco del bacio che davo sulle fresche guancie di zia Chinota sempre   sorridente, quando a fine pomeriggio ritornavo a casa.

Non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo.
Isabel Allende, Paula

 asciugamani in lino e pizzo fatti dalla zia Chinota

federe e camicie per la notte
La mia nonna


12 commenti:

  1. Che dolci ricordi....! Un post che mi fa sognare , io che non ho avuto la possibilità di conoscere le vecchie generazioni da cui provengo! Ogni volta che seguo queste vostre memorie una nostalgia mi ruba il cuore e penso a come sarebbe bello avere qualcuno saggio vicino che possa insegnarti tante belle cose! Sei davvero fortunata, credi i!
    Un bacione
    Dany

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    1. ciao Dany, ti ringrazio. E' vero ho passato molti periodi indimenticabili da bambina che vive in una piccola frazione, dove allora recarsi a casa di zie prozie ecc.. era una consuetudine, non c'erano pc a distrarci, c'era solo tempo libero

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  2. Verissima la frase dell'Allende e dolcissimi i tuoi ricordi.
    Elena

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    1. adoro i libri di Isabelle Allende, Paula da cui è tratta la frase, è davvero molto toccante.

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  3. ah ecco perchè a me rimanevano solo le briciole.... del salame di cioccolato altrimenti detto IL MORO

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    1. non credo sia vero che lasciavo solo le briciole, altrimenti non avresti anche tu il colesterolo alto.

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  4. Che bei ricordi!!! Mi hai fatto venire un po' di nostalgia anche della mia infanzia :-) Bellissimi i lavori!, complimenti! Un abbraccio

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    1. Ciao, è vero i lavori sono bellissimi, nessuno li fa quasi più ormai e il mio rimorso e di essere stata una bambina pigra, che stava a guardare le prozie che lavoravano senza imparare....

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  5. Ciao Monica, che tesoro ti hanno lasciato le zie, non solo dal punto di vista materiale ma soprattutto per i ricordi affettivi che sono indissolubilmente legati a questi oggetti, e tu sei molto dolce a ricordarle attraverso questo post^^ un bacione <3

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    1. E' vero, pensa che questa la mia è una minima parte, altri bellissimi lavori li hanno mia sorella, e i loro numerosi nipoti a cui hanno lasciato ricordi per il famoso corredo.

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  6. Che meraviglia, erano davvero bravissime. Anche mia nonna mi fece fare il corredo quando ero piccola, ricordo che andavamo a comperare il cotone per i pizzi all'uncinetto, siccome lei non sapeva ricamare, era una signora non della famiglia a farlo. Molti salviettoni li uso quotidianamente, ma altre cose come copriletti e lenzuola non le uso mai per non rovinarle ed è un peccato, perché invece meriterebbero di venire usate.
    Fantasy Jewellery

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  7. ciao Serena, io invece soprattutto le lenzuola in lino/cotone le uso tantissimo, in estate sono fresche molto più di quelle in cotone.

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